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Omnibus: In ricerca con il Parco, in Val di Breguzzo e sui monti di Tione di Trento

Studiare orme e segni per capire quali animali e quali piante ci circondano e, allo stesso tempo, comprendere l’importanza della biodiversità
Sono questi alcuni degli obiettivi che il Parco Naturale Adamello Brenta, in collaborazione con il Consorzio per il Turismo delle Giudicarie Centrali, si è prefissato proponendo le attività “Microcosmo” – il mercoledì - e “Escursione nel Parco alla Baita incantata” - il giovedì. Il primo è dedicato ai più piccoli ed ha come location la Val di Breguzzo, il secondo invece è adatto a tutta la famiglia (bambini dai 6 anni in su) e permette di scoprire i segreti di Malga Cengledino e il Bait dei Cacciatori, sui monti di Tione di Trento
Alessia_Scalfi.JPG«Quello che facciamo – sottolinea l’educatrice ambientale del PNAB, Alessia Scalfi – è permettere ai partecipanti di capire quale sia il lavoro dei ricercatori del Parco Naturale Adamello Brenta anche grazie ad un kit di ricerca che viene consegnato ad ogni famiglia. Al suo interno ci sono una busta con un taccuino del Parco dove prendere appunti e avere qualche informazione in più sul territorio grazie agli inserti che sono presenti. Utilizziamo poi il righellino per capire le dimensioni delle tracce che raccogliamo con guanti e pinzette e li custodiamo in un sacchettino: la pigna, la nocciolina e le fatte degli animali». 
Non quindi la classica escursione anche perché, aggiunge Scalfi «le tracce sono diverse di volta in volta e quindi le cose da analizzare cambiano creando momenti coinvolgenti per parlare del bosco. Una volta ci si sofferma sul passaggio della volpe, altre volte sui canti degli uccelli per riconoscere quali specie si hanno intorno. Un gruppo ha visto volare due coppie di aquile reali sopra le proprie teste mentre altri hanno visto un camoscio nel bosco. Sono tutte belle sensazioni».
20170823_164432.jpgTre o quattro ore immersi nella natura che entusiasmano grandi e piccini. «Per i più piccoli – prosegue Scalfi – l’ideale è “Microcosmo”, in Valle di Breguzzo perché permette di scoprire moltissime cose senza dover camminare molto, si rimane infatti nei pressi della chiesetta». Nello specifico si tratta di un laboratorio dove i bambini, accompagnati da un adulto «osservano – prosegue la referente – diversi ambienti,  bosco, fiume e prato, per capire cosa sia concretamente la biodiversità cioè la presenza non solo di animali e vegetali diversi, ma anche di vari habitat che possono custodire specie indicatrici di una buona qualità ambientale (sia degli ambienti acquatici che terrestri)». Spazio anche ai giochi con i piccoli esploratori che vengono bendati per riconoscere gli alberi dalle cortecce o per capire come i ragni individuano le loro prede ricreando una ragnatela e dovendo scoprire chi tira il filo…  E ancora il campionamento dei macro invertebrati che vivono nell'acqua «per far capire che, maggiore è la biodiversità migliore e più forte è l’ecosistema». Non solo osservazione però «in ognuna di queste tappe i bambini raccolgono un reperto - senza strappare nulla di “vivo”, ma utilizzando solo quello che è già morto – e con filo naturale ed un ramo di nocciolo costruiscono un acchiappasogni».
P1110511.JPGPer i più grandicelli, età minima 6 anni, e gli adulti invece c’è “Escursione nel Parco alla Baita incantata” una passeggiata che, partendo da Malga Cengledino, arriva fino al Bait dei Caciador «anche in questo caso – commenta Scalfi – si cerca di far capire che riconoscere le tracce non è banale. Si deve osservare ed ascoltare». Accanto a questo vi è poi la possibilità di confrontarsi con chi lavora o vive sul territorio: «mentre si faceva una tappa alla malga Cengledino – commenta Scalfi – è stata fatta una “piccola” intervista al pastore che ha visto l’orso… I partecipanti hanno così potuto chiedere alcune informazioni e abbiamo avuto modo di spiegare come comportarsi  in caso di avvistamento». 
Per entrambi il “fine ultimo”, come lo definisce Scalfi «è educare al rispetto della biodiversità dell’ambiente superando la concezione, un po’ più datata, della classica passeggiata per arrivare ad una molto  più partecipativa e più coinvolgente dove ci si sofferma su quale sia attualmente l'impegno del Parco per la conservazione e la conoscenza della biodiversità del territorio dell'area protetta con particolare riferimento al progetto BioMiti che mira ad approfondire la conoscenza della biodiversità all'interno di un' area campione nelle Dolomiti di Brenta». 
Per ulteriori informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi agli uffici del Consorzio Turistico
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Le Valli Giudicarie Centrali, immerse in un paesaggio piacevolmente alpestre, in posizione soleggiata e circondate da alte cime, sono il luogo ideale per vivere e sentire la montagna in tutta la sua bellezza.  Basta, poi, indossare un paio di scarponcini e scegliere un punto qualsiasi della valle, per iniziare avventure per piccoli e grandi esploratori.
A fondo valle si trovano i sette paesi: Bolbeno, Breguzzo, Montagne, Preore, Ragoli, Tione di Trento, Zuclo, con gli affascinanti e tradizionali borghi rurali, che nascondono tanti segreti e un’infinità di particolari.
Ecco, le Valli Giudicarie Centrali danno proprio questo: la sicurezza di vivere una vacanza a contatto con la natura, la possibilità di facili escursioni, la tranquillità di paesi dalle solide tradizioni, il piacere della cordialità e di un ambiente a misura d'uomo, anzi, a “misura di famiglia”.
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